“Goodbye Anna Piaggi”.

Una delle più celebri giornaliste di moda. Una penna inimitabile del fashion. L’icona del vintage che iniziò ad utilizzare ancora prima che venisse coniato il termine. Oggi, alla veneranda età di 81 anni, Anna Piaggia se n’è andata. E con lei, una pagina di storia che rimarrà sempre scritta negli archivi del giornalismo di moda. È stata una delle voci più influeni di tutto il panorama del glamour internazionale. Nata nel 1931, la sua carriera iniziò alla casa editrice Arnaldo Mondadori, dove lavorava come traduttrice. All’inizio degli anni’60 diventò giornalista di moda. All’epoca il Made in Italy era solo un sogno ancora e lei grazie al suo talento e alla sua determinazione, assunse il ruolo di fashion-editor ( quando la professione non era ancora riconosciuta!) del periodico “Arianna”, il capostipite di tutti i giornali di moda. Nel 1962 sposò Alfa Castaldi, uno dei fotografi italiani più importanti che morirà nel 1995. Sempre in quel periodo, insieme alla collega e amica Anna Riva, la Piaggi “ha creato dal nulla” un mestiere tutto nuovo, quello di redattrice di moda. Da lì, nel suo percorso lavorativo si susseguono varie collaborazioni giornalistiche con testate di rilievo: Vogue, negli anni’70 dove ancora oggi curava la rubrica inaugurata nell’88 “D.P. Doppie Pagine di Anna Piaggi”; poi dall’81 all’84 ha curato in prima persona il progetto per il rilancio di Vanity Fair. Alla fine degli anni Ottanta diventa una firma di punta per giornali quali Panorama e L’espresso.

Nel 1986 lo stilista Karl Lagerfeld, oggi anima creativa del marchio Chanel, le dedica un libro, che è ancora in circolazione, “Anna Chronique”

Anna Piaggi è indimenticabile: a renderla celebre è stato il suo modo di vestire provocatorio, in cui sapeva dosare sapientemente il senso dello humor in un momento in cui il mondo della moda stava diventando serio. In quel preciso periodo storico, ogni stilista richiedeva la sua consulenza e il suo giudizio critico.
Anna Piaggi era inconfondibile per il suo stile: cappelli, velette, tende, copridivani, tessuti, oggetti di design, chili di trucco….le sue parole d’ordine erano fantasia ed immaginazione, per questo, dagli anni ’90 ad oggi, non c’è stata una sola sfilata in cui lei non fosse presente in prima fila. Con lei scompare una giornalista, una musa, un’icona di stile, ma soprattutto una donna, che ha saputo dare un contributo fondamentale al mondo della moda, con professionalità e infinita passione.

Franca Sozzani, la direttrice di Vogue Italia, la ricorda così: “23 anni di lavoro insieme, migliaia di Doppie Pagine insieme. Ti ricorderò sempre Anna”.

 

 

 

 

 

Tr.

One of the most renowned fashion journalists. A pen of the inimitable fashion. The icon of the vintage began to use even before the term was coined. Today, at the ripe age of 81 years, Anna Piaggia gone. And with it, a page of history that will always be written in the archives of fashion journalism. It was one of the most influeni across the landscape of international glamor. Founded in 1931, his career began to Arnaldo Mondadori publishing house, where he worked as a translator. In the early 60s became a fashion journalist. Made in Italy at the time was still only a dream and she thanks to his talent and his determination, he assumed the role of fashion-editor (when the profession was not yet known!) Of the journal “Ariadne,” the granddaddy of all the fashion magazines. In 1962 he married Alfa Castaldi, one of the most important Italian photographers who died in 1995. In that period, along with colleague and friend Anna Riva, Piaggi “created from nothing” a whole new profession, that of fashion editor. From there, his career path they follow journalistic collaborations with various prominent magazines: Vogue, in the 70s where he still looked after the book launched in 88 “Double DP Anna Piaggi Pages”, then from 81 to 84 has personally edited the project for the revival of Vanity Fair. In the late eighties became a signature peak for newspapers such as Panorama and L’Espresso.

In 1986 the fashion designer Karl Lagerfeld, now creative director of Chanel brand, dedicated a book, which is still around, “Anna Chronique”

Anna Piaggi is unforgettable: to make it famous was his manner of dress provocative, expertly dosed knew where the sense of humor at a time when the world of fashion was becoming serious. At that precise historical period, every designer required his advice and his critical judgment.
Anna Piaggi was unique for its style: hats, veils, curtains, slipcovers, fabrics, design objects, pounds of makeup …. its watchwords were fantasy and imagination, for this, from the 90s to today , there was only one show in which she was not present in the front row. She disappears with a journalist, a muse, a style icon, but especially a woman who knew how to make a fundamental contribution to the fashion world, with endless passion and professionalism.

Franca Sozzani, the editor of Vogue Italy, remembers it well: “23 years of working together, along with thousands of Double Pages.’ll Always remember Anna.”

Immagine

 

 

Annunci

3 comments

  1. Il suo modo di non prendersi mai troppo sul serio dovrebbe essere di insegnamento per i molti che (senza un briciolo della sua esperienza e vera cultura) sfoderano un ego spropositato…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...