Napoli Film Festival 2016: Serata dedicata a Gomorra, Claudio Giovannesi, Maurizio Braucci e Fortunato Cerlino

Al Napoli Film Festival serata dedicata a “Gomorra la Serie” domani 30 settembre alle 21 al Cinema Metropolitan con gli attori Cristina Donadio, Alessandra Langella, Arturo Sepe, Denise Capezza, Walter Lippa e il regista Claudio Giovannesi che ha firmato due episodi della seconda stagione. L’incontro, dal titolo ‘Napoli Vice-Raccontando Gomorra la serie, tra arte, industria e cronaca’ è a cura di Valerio Caprara e Giuseppe Cozzolino in collaborazione con “Noir Factory, Laboratorio di Cinema e Scrittura” e Scuola di Cinema di Napoli. A seguire (ore 22:00) Giovannesi, a cui il festival dedica una retrospettiva come “Autore emergente 2016”, presenterà “Fiore”, il film con Valerio Mastandrea(Festival di Cannes 2016 nella Quinzaine des Réalisateurs) che racconta la fragilità di due adolescenti innamorati tra le mura di una prigione.

Protagonista di “Parole di Cinema” (ore 10), lo spazio mattutino dedicato agli studenti, sarà il regista Gianfranco Pannone che dialogherà con i ragazzi dopo la proiezione di “L’Esercito più Piccolo del Mondo”, singolare documentario sulle guardie svizzere al tempo di Papa Francesco.

Nel pomeriggio dalle 16, sempre al Metropolitan, proiezione delle opere in concorso per SchermoNapoli Corti con la visione di “Stanza 52”, l’esordio alla regia di Maurizio Braucci, in concorso per Orizzonti alla 73. Mostra del Cinema di Venezia; “A.#IlFilm#” di Antonio Conte; “Bianca” di Alessandro Di Ronza; “E tu perché non ridi?” di Ramon Branda; “L’incontro” di Marcello Cotugno; “Non è volare” di Marcello Cotugno; “Black Comedy” di Luigi Pane con Fortunato Cerlino; “Valzer” di Giulio Mastromauro e Alessandro Porzio; “Misteriosofica fine di una discesa agli inferi” di Giuseppe Bucci. Alle 19:00 per la sezione “Nuovo Cinema Italia”, proiezione di “L’ombelico magico” di Laura Cini: in una piccola cittadina turistica della Versilia, nella Toscana del nord, stretta tra tradizioni contadine e mondanità sfarzosa, avviene l’insolito incontro tra due donne: un’anziana signora con antichi poteri ancestrali e una giovane ragazza che vorrebbe diventare la sua erede magica.


In programma per il concorso SchermoNapoli Doc (ore 17 al Pan) i film “A Wide Gaze” di Guido Pappadà, dedicato al fotografo napoletano Francesco Cito, e “Traduzioni. Verso un’accademia del design rurale in alta Irpinia” di Michele Citoni e Leonardo Ottaviani. Per Europa & Mediterraneo proiezione di “Our Mother” di Fejria Deliba, storia di un’anziana donna immigrata in Francia dall’Algeria e che vive un’esistenza isolata al servizio dei suoi 11 figli. Un giorno scompare per recuperare un’eredità ed è l’occasione per i ragazzi, sconvolti, di accorgersi della madre e della vita ben più gratificante che viveva al suo paese e che ha lasciato per il loro bene (ore 19 – Institut français).

Due i “Percorsi d’autore” all’Institut français: alle 16:30 quello dedicato a Sylvan Chomet con la proiezione de”L’illusionista” e alle 21:00 quello dedicato a William Shakespeare con la proiezione di “Romeo + Giulietta di William Shakespeare”, di Baz Luhrmann, con Leonardo Di Caprio e Claire Danes. Nell’ambito della sezione Extra, Caterina Taricano e Claudio De Pasqualis presentano “A qualcuno piacerà -Storia e storie di Elio Pandolfi”(Institut français, ore 19:45).

All’Instituto Cervantes per Cinema Havana “Esther en alguna parte” di Gerardo Chijona (ore 17) e “La bella del Alhambra” di Enrique Pineda Barnet (ore 19).

All’Institut français sarà possibile visitare, fino al 7 ottobre, la mostra “Il Manifesto cinematografico: a ciascuno il suo”, a cura della Galleria Guildenstern di Vico Equense. Un’ampia selezione di poster e locandine di film provenienti da tutto il mondo è esposta allo scopo di confrontare i diversi formati, i diversi stili grafici, e le diverse culture delle nazioni di provenienza. Le case di distribuzione internazionali erano solite diversificare stile e tipo di immagine del materiale pubblicitario destinato ai vari paesi, ricorrendo in molti casi a disegnatori locali capaci di tradurre graficamente l’immaginario dei luoghi nei quali il film sarebbe stato proiettato. Compito di un bravo cartellonista doveva quindi essere quello di fare da ponte fra le esigenze della produzione e il linguaggio del pubblico di riferimento, illustrando e sintetizzando, in uno spazio limitato e bidimensionale, le vicende, il tono, le emozioni e i volti di un film.

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